Il Parto

Di dolorini, cesarei e altre prime volte

“Un dolorino, è solo un dolorino”. Non ci sono parole migliori per iniziare a raccontare il mio parto. Tutto, infatti, è iniziato con un dolorino daandareafaresolounmonitoraggioalvolo tradueorealmassimosiamoacasa… non sapevo che da lì a due ore avrebbero tirato fuori la piccola Flower; soprattutto perché avevo il cesareo pianificato per la settimana successiva.
Quindi a 38 + 0, nel cuore della notte, per fortuna senza troppo parentame intorno (solo Marito e Suocera appena fuori dalla sala operatoria), è nata Flower.

Ma ecco 5 cose + 1 sul cesareo d’urgenza che nessuno vi dirà mai:

1) La ceretta? Sticazzi! Io l’avevo fatta IL GIORNO STESSO (capite adesso quanto non avessi capito nulla approposito di quel “dolorino”) ma l’ostetrica è comunque andata giù di rasoio su panza e inguine. E le gambe? Fasciate per 4 giorni in calze bianche contenitive sporche qua e là di sangue. I pelazzi sarebbero stati il male minore.
2) “Hai la spinaleeee, non sentirai nienteee!”, cazzate. Ok, non senti dolore ma i movimenti DENTRO li senti tutti, e la cara vecchia ossitocina non so quanto ci metta per farli dimenticare, sicuramente piu di tre mesi. Dico solo che ho chiesto all’anestesista di darmi la mano per tutta la durata dell’operazione mentre tremavo dal freddo e dalla paura.
3) “La cosa più bella del parto è il pelleapelle col bimbo”… A si? A me hanno avvicinato LA NUCA di Flower alla guancia, nemmeno l’ho vista in faccia e non hanno chiamato nemmeno Marito a lavarla. In sintesi lui ha potuto vederla al volo inseguendo l’incubatrice per il corridoio, io l’ho vista in foto dal suo cellulare. E meno male che si tratta di un ospedale da Bollino Rosa.
4) I parenti: meno ce ne sono meglio è. Ho chiamato i miei genitori all’1 di notte ma abitando a 4 ore di macchina c’era poco da affrettarsi (rimarrà negli annali una telefonata di Marito a mio padre: “Suocero, è nata!” “Mannaggia!”). Ma soprattutto IMPEDITE A TROPPA GENTE DI VENIRE NEGLI ORARI DI VISITA. Li odierete, tutti. Sopporterete a stento le amiche del cuore e i vostri genitori. Vorreste solo un po’ di calma col Marito e il bimbo. Ma non l’avrete. (Stesso discorso vale per i parenti che vorranno venirvi a trovare a casa, ne riparleremo).
5) Puzzerete da morire. Si, da morire. Il primo giorno dopo l’operazione quando dovrete restare stese immobili con catetere e flebo, guarderete con gioia immensa al puerperio della mattina (bella parola “puerperio”, ma sapete cos’è? Ti sciacquano LAGGIÙ versandoti dell’acqua calda con un bricco. E voi amerete l’ostetrica che ve lo farà.) e vorreste abbracciare vostra madre quando vi detergerà viso, spalle e seno con una salviettina umidificata portata inconsapevolmente per il culetto del neonato. Scoprirete dunque molteplici usi per ogni cosa (mai grattata la schiena col cucchiaio del brodo?) e nuovi piaceri (ahhh, quel brodino di dado con le stelline dopo 2 giorni di flebo….). Ma puzzerete, già, e vi sentirete sporchi come dopo due settimane di campeggio. Ritornerete voi stesse la settimana successiva, quando potrete finalmente rifare la doccia perché vi avranno tolto i punti.
5+1) Ci sarà sempre una vicina di letto che starà peggio di voi e vi ammorberà con i suoi “ahh senza antidolorifici non si sopravvive”, “ahh il mio cesareo è stato terribile dopo 78ore di travaglio”, “ahh anche a me ieri il bimbo era buono e dormiva e mangiava, oggi deve stare sempre attaccato al seno sennò piange!”, “ahh la montata lattea, le ragadi, i punti… che dolore!”… Beh, avrei potuto obiettare ogni singola affermazione proprio mentre mi venivano dette, ma in realtà godevo a farmi vedere dalla cara vicina di letto in piedi senza flebo (con notevole sforzo, ma ne vale la pena), o con una bambina che DAVVERO dormiva e mangiava e con delle tette stratosferiche dai capezzoli integri!

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