Io e Flower · Noi Tre

Di trent’anni (i miei)

Domani compio trent’anni e quello che mi sento è fare un bilancio. E il mio deve essere necessariamente un bilancio d’amore, perché per quanto riguarda il lavoro me la sono sempre cavata, e non devo dire grazie a nessuno.

E, invece, mi sento di dire grazie ai miei ex.
Al mio ex del liceo, il mio migliore amico divenuto fidanzato, dico grazie per avermi insegnato il rimorso, per avermi insegnato un amore complicato, con tempistiche sbagliate,  umorale e irrisolto.
Al mio ex di Roma, una notte di passione durata un anno e mezzo, dico grazie per avermi insegnato l’arrendevolezza, per avermi insegnato un amore sballato e senza regole, insaziabile e fugace, dove vince chi tradisce per ultimo.

Non devo dire grazie, al contrario, a un ragazzo incontrato a Madrid. Perché quel ragazzo in quasi nove anni non è stato lì ad insegnarmi un amore, quel ragazzo ha preferito impararlo insieme a me. Un amore che insieme abbiamo fatto diventare una possibilità, un sogno, una casa, una famiglia. Un amore che oggi si rispecchia negli occhi verdi di una bambina che sorride.

E, come dico sempre, se me l’avessero detto dieci anni fa, quando la mia vita era giovedì Qube, venerdì Rialto e sabato Circolo… beh, non ci avrei mai creduto.

Oggi, a trent’anni, il mio bilancio è un bilancio d’amore.

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