9 Mesi · Collaborazioni · Io e Flower

Pensieri su mia figlia femmina

Qui Flower ha solo amichetti maschi, se amichetti si possono definire quando la condivisione è ancora qualcosa di sconosciuto.
Amichetti maschi a cui Flower vuole dare i bacini, vuole abbracciare e tenere per mano ma che, giustamente, tendono ad essere più interessati a betoniere e scivoli quando ci si incontra al parchetto.
Erano altri i tempi in cui le cuginette di tre o cinque anni cercavano di imboccarla con cibo di plastica, dopo aver cucinato la pappa con le pentoline. Erano altri i tempi in cui le bambole della cuginetta si chiamavano Flower, ma poi giocare davvero con Flower e acconciarle i capelli era decisamente più divertente.
Quei tempi sono rimasti dall’altra parte d’Italia.
Ora i nostri amichetti sono maschi e quando ci abbracciano lo fanno con veemenza: una stretta e subito dopo uno spintone se poi Flower rimane là incollata per troppo tempo.

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Ero incinta. Il ricordo di quel mattino mi è tornato d’un colpo in mente scrivendo questo post. Ero incinta ed era una di quelle giornate iniziate con lentezza, ad accarezzare il pancione mentre lasciavo cadere i biscotti nella tazza del latte. Ero seduta sullo sgabello di casa mia mentre ascoltavo la radio ed è passata “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini.
Ero incinta di una bambina, l’avevo appena saputo, e ho pensato che avrebbe dovuto sopportare i dolori del ciclo, le superstizioni della gente, le battute saccenti dei datori di lavoro, il dover fare i conti con la sua verginità.
Io sono stata un’adolescente a cui molto è stato dato vinto ma che ha avuto comunque bisogno di anni tardivi di ribellione.
Forse per una donna è più difficile o forse lo è per una mamma.

La pazienza delle donne incomincia a quell’età
Quando nascono in famiglia quelle mezze ostilità
E ti perdi dentro a un cinema
A sognare di andar via
Con il primo che ti capita e che ti dice una bugia.
Gli uomini non cambiano
Prima parlano d’amore e poi ti lasciano da sola.

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Poi vedo qualcosa che interrompe questi pensieri…

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Vedo una bambina che la mattina come prima cosa, appena si sveglia, sceglie quale mollettina indossare per tirare indietro il ricciolo che le ricade sugli occhi.
Vedo una bambina che fa “cheese” se la zia le scatta una foto in posa.
Vedo una bambina che ride quando le si fa indossare qualcosa e le si dice “che bella sei“.
Vedo una bambina che si siede al tavolino ikea e sfoglia i suoi libri; poi arriva alla pagina con la mamma che ha una bimba nel pancione e allora si tocca la sua di pancia, sorridendo (e poi tocca anche la mia – ma diciamo che non ha capito bene cosa significhi!).
Vedo una bambina che spoglia tutte le sue bambole e poi le trucca usando le trousse finite che le ha regalato la nonna.
Vedo una bambina che dopo un po’ che giochicchia da sola si avvicina e mi abbraccia.
Vedo una bambina che balla appena sente un po’ di musica, che sia lo Zecchino d’Oro o la pubblicità martellante della TIM.
Vedo una bambina che ama ciò che è, con la semplicità di chi lo fa senza sovrastrutture, civetteria e paure.

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Così, negli acquisti che sto facendo per l’estate –  dopo un inverno di pantaloni larghi di velluto e golfini informi di lana – c’è sempre un vestitino un po’ fru fru, proprio da femminuccia.

E allora capisco che la mia bambina è una piccola donna felice.

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Questo vestitino che vedete nelle foto è uno dei tanti capi della collezione Primavera-Estate de I Versiliani. Una collezione nella quale si ritrovano i colori della sabbia, del mare e del cielo, ma anche degli alberi e dei fiori.
I tessuti sono di qualità: anallergici, traspiranti e naturali – tutti sui toni pastello. Gli abitini come questo che ho scelto per Flower sono semplici e pratici, perfetti da indossare tutta l’estate, magari abbinati ad un costumino da bagno della stessa linea.

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