Il Parto · Io e Flower

Di parto cesareo e altre gradevolezze

Attenzione! Avviso a tutta la comunità! Trattasi di post ad alto contenuto polemico.

In questi mesi da mamma sono venuta a contatto con tante altre mamme le quali, ho scoperto, hanno una buona parola per tutto. Specialmente, quando comunico di aver partorito con parto cesareo, gli occhi della mia interlocutrice si illuminano, lo sguardo cambia, l’aria si fa di superiorita: ah, ma allora non hai partorito, il cesareo non fa male, io se avessi potuto L’AVREI SCELTO!

Allora. Tralasciamo il perché del cesareo. Tralasciamo eventuali problematiche mediche, operazioni passate, complicanze fisiche; tralasciamo 37 ore di travaglio a spingere e urlare con medici che si accorgono che, ops, c’è sofferenza fetale e allora tagliano; tralasciamo bambini podalici, o meglio, messi “di culo” come Flower che voglio vedere a tirarla fuori.
Si, tralasciamo.

Parliamo del taglio cesareo, famoso per essere ameno e indolore.

La gradevolezza del parto cesareo, dunque, inizia con l’ansia del countdown, se si tratta di un’operazione programmata e con la pressione di generazioni e generazioni di donne che invece “hanno saputo partorire”, a differenza tua. Dormire a casa, quella notte prima equivale a sapere che dalla notte dopo tutto cambierà. Facile riposare tranquilli.

La gradevolezza del parto cesareo continua in ospedale, lasciando la mano e gli occhi del proprio compagno che non può entrare in sala operatoria; e non serve a nulla (anche se, devo ammettere, un po’ aiuta) stritolare la mano del povero anestesista di turno. Non è la stessa cosa.

Come non parlare, poi, della gradevolezza dell’epidurale obbligata che lascia una sensazione di freddo fin dentro le vene o del lettino gelido o delle luci bianche sparate in faccia o delle chiacchiere da bar dei medici che tu senti stanno trafficando dentro di te.

Ma mai gradevole quanto il momento in cui il terrore dell’operazione lascia spazio alla consapevolezza di poter vedere solo pochi istanti quell’esserino urlante tirato fuori controvoglia quando era comodamente seduto dentro la pancia (vi fa piacere alzarvi dal divano? Ecco.); pochi secondi perché poi va portato via e voi andate ricucite.

Ecco, i punti, altro splendido momento, talmente gradevole che la cicatrice a distanza di mesi ancora tira, prude, formicola; la pelle resta rialzata e insensibile.

E poi, nell’ipotesi di un secondo pargolo? Un buon 90% di ginecologi ospedalieri manco ci pensa a tentare eventualmente un parto naturale.

E la montata non viene, l’ossitocina non c’è, allattare è difficile e doloroso, alzarsi dal letto non ne parliamo con flebo e catetere, gestire un pargolo (che già è complicato di suo col roaming in) dopo il cesareo diventa praticamente impossibile.

Eppure ci si riesce, anche se fa male, anche se gli addominali su cui si deve far forza sono stati tagliati, anche se brucia, anche se le gambe le senti e non le senti.

Ci si riesce perché anche se si è fatto il cesareo si è madri allo stesso modo, con l’unica differenza che quella cicatrice resterà per sempre. Eppure, anche se l’espressione “sorriso sulla pancia” mi fa schifo, quando vedo mia figlia, uscita da lì, un mezzo sorriso lo faccio.

8 thoughts on “Di parto cesareo e altre gradevolezze

  1. A me sta cosa di fare confronti sinceramente ha un pochino rotto. Cioè, siamo mamme…da dove è uscito il pargolo e come, conta davveto molto poco. Sembra che si fa a gara! Ma x cosa? Neppure fare un’ induzione è gradevole, nemmeno l episiotomia è piacevole,ne tanto meno i punti ” lì ” e il dolore dura x molto tempo e anche riprendere i rapporti non è una passeggiata.Insomma,basta! Ogni parto è diverso. Smettiamola di fare a gara tra mamme…sosteniamoci nell esperienza più bella del mondo!

    1. Hai proprio ragione Mapi e questo mio pist è proprio frutto delle tante cose che mi sono state dette da mamme che in questi mesi spesso mi hanno fatto sentire “diversa”, meno mamma di loro. Purtroppo i giudizi fanno male e non sono riuscita a non scrivere quello che ho provato e che ho pensato io dopo la mia esperienza. Ogni parto è diverso ed è sempre il momento più intenso e spenciale, per tutte, comunque avvenga.
      Un bacio a te!

  2. Lascia perdere certi commenti! Ogni nascita è unica e ogni mamma passa i suoi piccoli inferni!
    Anzi abituati, perché ci sarà sempre qualcuna che ti dirà che hai sofferto troppo poco rispetto a lei, quindi…modalità sticaxxi, on!

  3. Ho sperato fino all’ultimo secondo di poter fare il parto naturale ma niente..cesareo anche x me! E a chi ha qualcosa da dire.. un bel chissenefrega! Sei mamma da quando vedi la famosa seconda linea rossa, da quando senti il cuore battere durante l’eco, quando senti i primi calci, quando prendi i primi vestitini o giochi..quando la guardi per la prima volta negli occhi e il cuore ti scoppia di gioia! Tutto il resto è solo noia!

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