9 Mesi · Noi Tre

Di pianti, disegni e altre manifestazioni di gioia

In questi giorni “di vacanza” dai nonni mi sto dedicando alla lettura di un sacco di blog di mammeblogger molto più fighe di me. E trovo in tutti (ma ci copiamo?) una tematica ricorrente: imodipiùcariniperdire”sonoincinta”. E allora mi sono fatta due domande, e sono andata a ripescare nella memoria come IO ho scoperto di essere incinta, come l’ho detto a Marito, a una delle mie migliori amiche e ai miei genitori.
Tre su quattro sono stati momenti che definirei tutto tranne che CARINI.
Ma andiamo con ordine…
Era fine febbraio e tornando da lavoro mi sono detta: vabbè, io il test lo faccio visto che il ciclo ancora non mi è venuto. Sono entrata in farmacia e l’ho comprato, non so perché con un vago senso di colpa o di vergogna. Poi sono andata a casa in bagno. Mentre ero a fare pipì sullo stecchetto ho pensato che me lo ero immaginato in maniera del tutto diversa quel momento: magari con la mia migliore amica urlando di gioia, nel bagno dell’ufficio con la mia collega preferita trattenendo i sorrisi… non so, sicuramente non da sola. E invece ero sola a fare pipì ed ero sola quando sono comparse le due striscie rosa. Ho riletto le istruzioni. E riletto ancora.
CAZZO!
Ok, allora, calmi, sediamocisuldivanoepensiamo. Vuoto. Ok, lodevodireamarito, ora torna a casa. Ok, calmi. L’unico modo che conosco per dirglielo è dargli appena entra un fogliettino con questo disegno…
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Ora entra. Lo aspetto sul divano. Pensiamo. Achecazzopenso. Vuoto. Chiavi nella toppa. Ciao amò. Tieni.

Ma è vero? Ma che davvero?

Si. Sei felice?

Non potrei essere più felice. E tu sei felice?

E poi niente, piango, ma poco, più che altro tremo. Tremo e poi mi passa e riesco un po’ a pensare, ma solo un po’. Devo dirlo a qualcuno. Finché non lo dico e lo ridico e lo ripeto non è vero. Ma è vero.
Sono incinta, aspetto un bambino, sarà femmina.
Ciao, piccola mia.
Sono la tua mamma.
Devo chiamare le mie amiche, devo chiamare mamma. No, no, non dev’essere detto per telefono, va detto a voce. Devo aspettare.
Ok, calmi. Mi stendo un po’ sul divano. Cazzo, devo chiamare il ginecologo!
Di quante settimane è?
Machecazzoneso!
Quando ha avuto l’ultima mestruazione?
27 gennaio, santo google calendar!
È di cinque settimane.
Cinquesettimanechevuoldire? Ha già la testa e gli occhi e le mani?
Googliamo settimanedigravidanza.
Il pomeriggio passa col cellulare in mano, scoprendo che non posso più mangiare il prosciutto e l’uovo all’occhio di bue.
Poi verso sera devo fare qualcosa per uscire da quel letargo.
Chiamo la mia amica, sei a casa? Passo da te un po’.
Poi la vedo che cucina, io mi siedo sul divano.

SONOINCINTA.

L’ho detto. È vero.
E lei urla, piange, ride, mi abbraccia e piangiamo insieme e la figlia di due anni si spaventa e piange anche lei.
È vero. Ora devo dirlo a mamma e papà, per fortuna il prossimo finesettimana mi vengono a trovare, posso aspettare una settimana. Poi il giorno dopo arriva quel messaggio: nonno è morto. Sarebbe stato bello se mia figlia avesse avuto un bisnonno. Con marito torniamo al paesello in una giornata di pioggia passata tra la camera ardente e la poltrona sfondata del salotto lasciato andare. Passa il tempo e non posso dirrglielo ora. Ora arriva il medico, ora il prete. Vado avanti e dietro, ascolto i racconti di papà tornato bambino in quella casa e sprofondo nella poltrona.
Poi a cena siamo a casa, papà apparecchia, mamma gira la minestra. Non è il momento, oggi non sarà mai il momento e nemmeno domani al funerale.
Ma è il momento.
Devo dirvi una cosa: sono incinta.
E allora un giorno brutto diventa bello, cade il cucchiaio nella minestra e il tovagliolo dalle mani. E sono baci, e tremo. Nonnino, a te l’ho detto col pensiero, a Flower l’hai conosciuta per primo tu.

4 thoughts on “Di pianti, disegni e altre manifestazioni di gioia

  1. Ciao!
    Quando scoprii di essere incinta mi misi a piangere anch’io! Che emozione stupenda!!
    E’ stato un piacere scoprire il tuo blog, ti seguirò volentieri!
    Un abbraccio,
    Angi

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