9 Mesi

Di “Lalalalalalalalala” e altri suoni

Che vuol dire “Lalalalalalalala”?? È il suono che avrei dovuto fare, attappandomi le orecchie, quando nei 9 mesi ho sentito una serie infinita di consiglipareriopinioniesperienze. Perché, mettiamocelo in testa, NON SI DEVE DARE ASCOLTO A NESSUNO se non a persone di cui ci si fida ciecamente e, soprattutto, al proprio corpo. Nessuno meglio di voi conosce le sensazioni che state vivendo e quello che sognate e sperate per il futuro di vostro figlio. Magari un’infanzia proprio come la vostra o magari totalmente diversa. Ma chi meglio di voi può saperlo?
Ecco una lista delle tre categorie di persone che forniscono consiglipareriopinioniesperienze di fronte ai quali non c’è altro da dire se non LALALALALALALA:

1) Le mamme invasate: intorno al 6 mese ho iniziato a chiedermi in maniera sempre più pressante “riuscirò ad allattare? Mia madre non c’è riuscita, io ce la farò?”; tanto era diventato un chiodo fisso che ho deciso di rivolgermo ad un centro di counselor per l’allattamento al mio paesello (trovato online) la cui responsabile mi ha subito inserita in uno di quei famigerati GRUPPIWATSAPP di cui busogna subito disattivare le notifiche. Nel gruppo ero l’unica mamma in attesa, le altre chattavano già di pargoli, tette, pianti, cacche, ninne e pappe quindi le notifiche fioccavano ma non me ne interessavo poi troppo… finché nel gruppo entrò un’altra mamma in attesa che chiese conferma a queste mamme di quello che le avevano spiegato al corsopreparto. APRITICIELO!
Al corso erano contro il co-sleeping perché il bambino dev’essere abituato a capire la differenza fra letto dei genitori e proprio lettino? Le mamme facevano SOLO co-sleeping attaccando al lettone il lettino fino ai 5/6 anni del pargolo.
Al corso spiegavano che la tetta deve servire da fonte di nutrimento e amore, ma non essere un ciuccio? Le mamme stavano sempre con la tetta in bocca al bambino, a casa, fuori casa, di giorno e di notte sempre fino ai 5/6 anni.
Al corso ci tenevano a rafforzare la figura del papà invitandolo a svegliarsi la notte per cullare il pargolo? Le mamme NO, le mamme dicevano “IL PAPÀ CHE C’ENTRA!?”
La mia reazione immediata dopo lo svelamento di queste loro posizioni è stata quella di cancellarmi dal gruppo e addio, adesso a mente lucida penso che il co-sleeping a volte è fondamentale per il mantenimento della lucidità mentale e che è, in effetti, bellissimo dormire abbracciati a quei piccolimorbidiprofumatidolcissimi esserini, ma è altrettanto bello saperli al sicuro nel proprio lettino mentre ci si addormenta stremate tra le braccia del Marito; penso che la tetta è un salvavita quando piangono senza un motivo ma che alla lunga l’allattamento diventa un lavoro visto che impegna (nel caso di poppate lunghe come quelle di Flower) circa 8 ore al giorno e penso che i papà siano FONDAMENTALI sempre, di notte e di giorno, perché sentirsi cullati da braccia forti e non stanche è un piacere pure per i bimbi. Dunque, la verità sta nel mezzo, come al solito, e a me le invasate stanno sulle palle.

2) Le ostetriche fricchettone: non avendo trovato conforto nel ginecologo né in altre mamme virtuali ho pensato: “chi meglio di un’ostetrica può accompagnarmi al parto?” Così mi sono iscritta ad un corsopreparto a pagamento tenuto da un’ostetrica che lavora nell’ospedale dove sarebbe nata Flower. Bene, finché non si è iniziato a parlare di parto in casa, lothus birth e moxa. Il primo sapete cos’è, pare che sia tornato molto in voga fra gli aborigeni e i fricchettoni scandinavi e dunque l’ostetrica ci propinava strani filmati di parti accompagnati da cani, gatti, parenti, mariti e altri figli intenti a scrutare le profondità della vagina. Una pratica associata al parto in casa è quella del lothus che consiste del far restare per alcune ore (o giorni? Boh, devo essermi distratta) il neonato attaccato a cordone ombellicale e placenta (quest’ultima ricorperta di fiorellini e rosmarino). Infine la moxa, o meglio, il grande moxa-business: si trattadi bruciare con una candela apposita alcune zone del piede per facilitare il bambino a mettersi in posizione cefalica. A me è stata straproposta visto che Flower è sempre stata comodamente SEDUTA nella pancia (col marito la chiamavamo posizione-divano) con costi astronomici e dubbia pobabilità di riuscita nel caso di MISCREDENTI come me. Beh, vale sempre la stessa regola: se ci credete fate bene a far tutte queste cose. Io non avrei mai potuto partorire a casa vista la posizione-divano e nelle pratiche stregonesche ci credo poco, ho pteferito affidarmi alla fede, al caso e a un buon ospedale.

3) Le vecchie di paese: ecco qua l’ultima temibilissima categoria di persone che ha SEMPRE qualcosa da dire soprattutto quando questo non è richiesto. E allora via a frasi del tipo:
– non portare collane altrimenti la bambina si strozza col cordone ombellicale!
– non accavallare le gambe altrimenti la bambina si strozza (come sopra)!
– ma a che mese sei? Oddio hai la pancia piccolissima!
– ma a che mese sei? Oddio hai la pancia enorme!
– è podalica? Cammina per casa a quattro zampe e vedrai che si gira!
– è podalica? Vedrai che si gira all’ultimo, a mia cugina la figlia s’è girata CINQUEMINUTIPRIMA del cesareo!
– è podalica? Ormai non si gira più, impossibile!
Diciamo che Flower ha fatto sempre come le pareva e ha sempre apprezzato le collane di mamma (soprattutto i cuori di Tiffany regalati dal marito!)

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