Io e Flower · Noi Tre

#ceravamotantoamati

Da quando è nata Flower a cadenza regolare sogno che mio marito mi lascia. Sono spaventosi e dettagliatissimi incubi con il medesimo filo conduttore: mi lascia non perché ci sia un’altra ma perché, semplicemente, sparisce. Sparisce tra la folla a una festa, esce di casa senza rientrare, mi evita un situazioni che per noi erano la normalità… sparisce, ecco.

Freud avrebbe mooooolto da dire, lo ben so, ma qualche considerazione di psicologia spicciola posso farla anche autonomamente: ho un’inconscia paura che la nascita della pargola influenzi la vita di coppia. Se a questo si aggiunge che qualche volta, molto spesso… ok, tutti i giorni Flower staziona nel lettone se non tutta la notte, almeno per una buona parte, beh, la paura aumenta.

Perché non si ha più tempo, si deve fare piano, oddio si sveglia, ecco che si muove, adesso piange e chiede di essere trasferita nel lettone, ho un sonno boia, buonanotte, stasera nonjelapossofà, tra dieci minuti tocca che mi risveglio per allattare e via dicendo, i momenti di intimità diminuiscono fin quasi a scomparire.

Eppure, eppure ecco arrivare una nuova forma di intimità che fino ad ora proprio non conoscevo. Io che ero la ragazza dalle storielle facili e dai baci volanti dati ai concerti a chissachi, mi sono ritrovata a provare un amore fisico e intenso e profondo e viscerale quando siamo noi due abbracciati a nostra figlia. Un amore appagante e inebriante, come l’orgasmo più travolgente.

Sappiamo che siamo genitori, non per questo ci dimentichiamo di darci baci e carezze, quando non ci addormentiamo. E se proprio ci addormentiamo, non dimentichiamo mai di stringerci la mano durante la notte, seppur così corta.

Io e flower c'eravamo tanto amati

Con questo post partecipo al brainstorming del mese di maggio delle StorMoms

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